Mamma Mammal, Italia (casa di Annalisa), giugno 2016

Benvenuto nel mio blog! 

Sono mamma di due bambini piccoli, Bimba Mammal (un anno e mezzo) e Bimbo Mammal (tre anni). Vivo attualmente in India, dove ci siamo trasferiti dalla Germania meno di due anni fa, per un progetto che segue Babbo Mammal. È proprio qui, in questa comunità internazionale dove risiedo, che sono venuta a conoscenza della disinformazione che affligge la mamma moderna: è spesso lontana dalla famiglia di origine e quindi senza il supporto della conoscenza tramandata da mamma a mamma. Il risultato è un caos totale e la vittima è il bambino*. Sono i nostri piccoli ad essere in balia di consigli e passa parola tra mamme inesperte e impreparate. Una tempesta di cliché e nozioni senza alcun fondamento scientifico. La confusione regna.

Questo blog è il risultato di un lungo cammino personale. Lo dedico ad Annalisa e Virginia: mamme toste che mi sostengono in vari modi, tra cui regalandomi immagini di estrema dolcezza tra loro ed i loro piccoli. Il mio lavoro rappresenta il frutto di un desiderio profondo di aiutare la mamma e il suo bambino. Sogno il ritorno alla normalità nel delicato ambito della puericultura.

Quando nasce un bambino, la donna nasce di nuovo: come mamma. Inizia con l’allattamento, il primo e più antico gesto di amore di una mamma verso il suo bebè.

L’allattamento ha due componenti: è nutriente per il corpo e nutriente per l’anima. È il super-food specie-specifico per il cucciolo d’uomo ed è la fonte primaria di affetto e conforto: forgia il legame tra un bambino e la sua mamma, regolando emozioni e sensazioni. Quando allattare non è possibile, possono esserci ragioni fisiologiche (rarissime) oppure ragioni legate alle circostanze. Quando la mamma non allatta, non deve solo provvedere ad un alimento alternativo. Altrettanto importante è la promozione di tutte quelle attività che favoriscano il legame con il suo bambino: molto contatto fisico, accoglienza del pianto, babywearing, condivisione del sonno e rispondere con amore ai bisogni del bambino.
Una mia cara amica ne è l’esempio. Per favorire l’attaccamento con il suo piccolo fa babywearing e dorme con lui. È empatica, cioè capace di capire cosa prova il suo bambino, e risponde prontamente ai suoi richiami. Quanto a me, quando aspettavo Bimbo Mammal, sapevo solo che avrei voluto allattarlo. Al corso pre-parto si respirava molto, si facevano esercizi per acquistare serenità e calma. Ripetevano spesso la parola allattamento. Tuttavia, mai una parola sul perché. Forse il perché dovrebbe essere scontato, ma la realtà è molto diversa. Ringrazio l'”ospedale amico del bambino” di Stoccarda, dove l’esercito di ostetriche teutoniche mi ha fatto il corso accelerato giorno e notte. Grazie che esistete! Ho imparato che non basta essere mamma. Mi sono resa conto di quanto sia importante, come genitori, essere informati e preparati: quando aspettavo Bimba Mammal, sapevo che volevo allattarla a tutti i costi.

I miei articoli non intendono condannare quella mamma che non riesce ad allattare, dopo aver tentato. Molte mamme scelgono di dare il proprio latte al suo bambino. Poi, per mancanza di supporto adeguato nella struttura ospedaliera o da parte della famiglia, non ci riescono. Altre iniziano, ma si lasciano sopraffare dalle difficoltà. Per quanto sia naturale, l’allattamento è un atto solo apparentemente istintivo e va appreso. La mancanza di know-how competente intorno alla mamma può guidarla all’insuccesso. Per lei, la famiglia e gli amici sono la principale fonte di consigli sull’alimentazione dei suoi figli, ma questi consigli sono a volte carichi di idee sbagliate e cliché.

Rispetto alla mamma che non riesce ad allattare, quella che sceglie di non allattare ha qualche responsabilità in più. Scegliere significa distinguere e determinare, tra più cose o persone, quella che sia o ci sembri più adatta allo scopo o più conveniente alle circostanze. Dato che si tratta del tuo bambino, mi auguro che utilizzi tutte le risorse messe a tua disposizione per determinare la cosa più adatta al suo benessere. Mi auguro che tu prometta a te stessa di offrirgli il meglio. Vorrei che questo sentimento prevalga sulla convenienza delle circostanze. Per scegliere devi prima valutare. L’obiettivo del mio lavoro è offrirti i dati necessari per prendere la decisione.

Enjoy!

Mamma Mammal

PS: Le informazioni contenute in questo blog sono tratte da pubblicazioni dell’UNICEF, dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), di antropologi, pediatri, terapeuti familiari, psichiatri, psicologi e altri medici specializzati, di vari istituti universitari e dipartimenti governativi per la salute pubblica. Il riferimento bibliografico è annesso, per chi voglia approfondire ulteriormente particolari tematiche o aspetti.

* Uso molto il termine “bambino”, piuttosto che “bambina”, dato che la lingua italiana non prevede una parola di genere neutro per riferirsi ad un essere umano, sia maschio che femmina, nell’età compresa tra la nascita e l’inizio della fanciullezza (cioè da zero a circa sei anni di età).