Babbo Mammal costruisce un lettino, India, Dicembre 2016

La mamma è la prima persona che vede il bambino. Quando nasce, ne conosce già il suono della voce, il ritmo dei movimenti. La mamma dà il suo latte al piccolo, dorme con lui per nutrirlo e proteggerlo durante la notte. Attraverso l’allattamento si salda il loro legame. Psicologicamente, la prolattina induce il comportamento materno: la mamma sperimenta una forma di tensione psicologica, che può essere meglio descritta come un sentimento o la necessità di voler sempre vedere e tenere il suo bambino. L’ossitocina la distende e la fa sentire bene. Per il piccolo, la mamma è il suo porto: è nutrimento, affetto, calore, sicurezza.

Il babbo non ha un seno morbido per nutrire e coccolare. Il National Center for Biotechnology Information (NCBI), che fa parte della libreria nazionale di medicina degli Stati Uniti (NLM), offre una prospettiva educativa sul tema del rapporto tra sessualità e allattamento. Secondo gli studiosi, l’allattamento al seno è allo stesso tempo un’esperienza fisica, fisiologica, emotiva, sociale, psicologica e sensuale. Il partner potrebbe sentirsi geloso del suo bambino, che è al centro dell’attenzione della mamma. Le conseguenze della danza sinergica tra prolattina e ossitocina sono che, ogni volta che una mamma allatta, trae grande piacere dal contatto con il suo bambino. Di conseguenza, grandissima parte del suo bisogno di affetto è soddisfatta attraverso l’allattamento al seno. Ciò è sano e normale. Così, il babbo può sentirsi escluso da questo rapporto. Vedere quanto il bambino e la madre sono felici durante l’allattamento al seno può indurlo a sentirsi frustrato o inadeguato. A volte, il suo sentimento può influenzare la mamma, che decide di porre dei limiti all’accoglienza dei segnali del bambino o addirittura di terminare l’allattamento.

Cosa può fare il babbo? Il babbo può trarre beneficio da un’importante riflessione: la nascita di un bambino è un evento che modifica indelebilmente la vita familiare. Entrambi i partner rinascono di nuovo, in una figura che non esisteva prima, con dei sentimenti che non avevano mai conosciuto. Ogni bimbo nasce con un portfolio di bisogni, la cui accoglienza è di importanza drammatica, per il delinearsi della sua piccola personalità. Perché goda di buona salute, fisica e mentale, ha bisogno di cure costanti e prolungate. Il babbo può coinvolgersi attivamente e instaurare, giorno dopo giorno, fin dai primi attimi dopo la nascita, una nuova relazione, con il suo piccolo e con la sua mamma. Insieme possono fare il bagno, può apprendere le tecniche del massaggio infantile, può cambiare i pannolini, fare babywearing, portare il bimbo in esplorazione sensoriale della casa o del giardino, prendersi cura delle faccende domestiche e di eventuali altri bambini. Tranquillamente e con costanza, egli può coccolare e abbracciare la mamma durante l’allattamento. Il momento migliore sarebbe quando tutti sono nel letto, pronti per la nanna. Parole d’amore e carezze affettuose circonderanno la sua partner di sicurezza, aumentando l’importanza della sua presenza e anche la sua dignità. Anche il suo senso dell’umorismo è una buona idea, per ridurre eventuali tensioni o conflitti, che si presentano nella loro vita, durante questo periodo di transizione.

Perché tutti i membri della famiglia possano prosperare in una nuova vita insieme, la chiave è la creatività. Mamma e babbo possono reinventarsi e creare modi del tutto nuovi di stare insieme, senza escludere i loro piccoli. È tempo di “traslocare” (dentro la propria testa), e sistemarsi in una nuova relazione con l’altro genitore, che sia di supporto, amorevole, piena di comprensione. Mamma e babbo possono imparare ad interagire in modi nuovi. Non ne trae beneficio soltanto la coppia: l’umore del bambino è spesso lo specchio di come si sentono i grandi, quando sono da soli e quando sono insieme.

Babbo Mammal è la mia colonna, il mio supporto, il mio fotomodello, il mio miglior amico. Adoro leggere libri, alla ricerca della strada migliore, per perseguire la massima armonia. Babbo Mammal è già così, per natura. Quando Bimbo Mammal è nato e seni e capezzoli doloranti mi mandavano via di testa, Babbo Mammal stava sveglio con me anche di notte. Mi aiutava e portava litri e litri di acqua. Che sollievo per il cuore e per la gola! Quando Bimba Mammal ha attraversato la lunga fase dell’ansia da separazione, le notti erano interminabili. Averla accanto nel letto facilitava molto la situazione: potevo allattarla senza alzarmi. Tuttavia, i risvegli orari sono indimenticabili. Babbo Mammal mi prendeva la mano, per ricordarmi: “Sei la cosa più importante. Non sta bene, ma non ce l’ha con te. Sei tutto ciò di cui ha bisogno in questo momento”. Quando si attraversano queste fasi, il rischio che i genitori ricorrano a strategie pericolose è molto alto*. Babbo Mammal era lì a sostenermi ogni notte, sussurrandomi nell’orecchio l’importanza dell’amore. Quando Bimbo Mammal mi dice “Vai via!” ed io penso che abbia qualcosa con me, Babbo Mammal traduce, dicendomi “Ha bisogno di te”.

 

Auguri babbo!

 

*Per ulteriori informazioni:
http://www.huffingtonpost.it/2016/04/18/hai-deciso-di-lasciar-piangere-bambino_n_9719302.html
https://www.isisonline.org.uk/hcp/how_babies_sleep/sleep_training/
https://www.psychologytoday.com/blog/moral-landscapes/201112/dangers-crying-it-out

la festa del babbo

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