Bimba Mammal, Germania, maggio 2015

Sull’allattamento c’è molta disinformazione. Basta poco per rendersene e conto. Essendo una pratica molto antica, molte cose si danno per scontate. È andata a finire che l’atteggiamento culturale corrente (e prevalente) fa sì che alla maggior parte delle future mamme non venga neanche in mente di informarsi un po’. È successo anche a me, quando aspettavo Bimbo Mammal. Se un giorno – ecco il primo passo – qualcuna dovesse pensare “Ops, chissà come funziona, io non so quasi niente.”, è poco probabile che questa realizzazione si trasformi in uno sforzo pratico alla ricerca di informazioni. Cosa che sarebbe già un secondo passo. Terzo stadio: chi decide di intraprendere qualche azione, corre un rischio concreto di imbattersi in fonti non attendibili (come Tracy Hogg) o in persone che hanno avuto un’esperienza negativa. Per cui, eccoci qua. Ti passo qualche spunto. Voglio avviarti verso un atteggiamento giusto – perché parte da ciò che dice la scienza mondiale – e soprattutto positivo.

 

L’allattamento al seno va iniziato il più presto possibile dopo la nascita, anche in caso di taglio cesareo. Durante la prima ora di vita, l’istinto del neonato lo prepara a succhiare il latte della mamma. Interventi medici come l’epidurale o difficoltà fisiche o neurologiche di un bambino possono ostacolare la capacità dei bambini di attaccarsi al seno immediatamente. Nonostante ciò, i bambini che hanno difficoltà iniziali ad attaccarsi possono imparare a succhiare in modo efficiente a tempo debito, in particolare con l’aiuto di un’ostetrica o di un consulente per l’allattamento IBCLC. Il contatto continuo, anche con il babbo, incoraggia un buon inizio. L’attacco del bebè entro la prima ora dalla nascita è estremamente importante per allattare a lungo termine e con successo. Quando i bambini sono portati via dalle loro madri durante questa prima ora cruciale, rischiano spesso di venire alimentati artificialmente. La mamma informata dovrebbe fare di tutto per evitare che questo accada. Qualora non sia possibile evitare l’alimentazione artificiale, dovrebbe iniziare a spremere il suo latte per assicurare una buona montata lattea ed il passaggio del bambino dal latte artificiale a quello materno nel più breve tempo possibile.

L’allattamento al seno a richiesta, subito dopo che il bambino è nato, aiuta a garantire una buona montata lattea. Allattare è importantissimo anche di notte, quando i livelli di prolattina raggiungono i picchi più alti. La prolattina viene rilasciata DOPO la poppata e regola la quantità di latte prodotto per la poppata SUCCESSIVA. Il 95% delle donne (incluse quelle che partoriscono con cesareo) sono fisiologicamente in grado di allattare al seno ed il latte materno si adatta sia in quantità e che in qualità alle mutevoli esigenze nutrizionali del bambino.

Le poppate frequenti – contrariamente a quanto tramanda la cultura popolare! – sono di vitale importanza. I bambini, il cui stomaco è grande come una ciliegia a un giorno di vita e come un uovo a due settimane, hanno bisogno di mangiare frequentemente per mantenere il corpo nutrito durante la rapidissima crescita dei primi mesi. Proprio come i bambini più grandicelli, i bebè passano attraverso scatti di crescita, che li inducono a mangiare più o meno frequentemente e a intervalli di diversa durata tra una poppata e l’altra, durante tutto il percorso della loro crescita. Le poppate frequenti segnalano le esigenze del bambino al corpo della madre, che produrrà in base a questa domanda mutevole.

Uno dei principali motivi per cui le mamme oggi molto spesso non allattano, è la mancanza di sostegno in ospedale e nell’ambiente circostante. Infatti, mentre per il bebè girare la testa alla ricerca del capezzolo, succhiare ed ingoiare sono riflessi istintivi (non appresi), per la mamma allattare è una conoscenza (influenzata a livello culturale). L’allattamento va appreso, perché è un atto solo apparentemente istintivo. Per gli umani e i membri dell’ordine dei primati da cui discendiamo (gli scimpanzé), l’assenza di know-how femminile, tramandato di generazione in generazione, può portare all’insuccesso nel nutrire i propri piccoli. Si osserva che anche le madri scimpanzé nate in cattività possono essere incapaci di nutrire i cuccioli.

 

In sintesi:

 

Il latte che puoi dare al tuo bambino è un dono che non ha prezzo. È fatto a su misura per lui e cambia continuamente, in base ai suoi bisogni. Si ammalerà di meno e sarà più felice. Parla con persone che hanno fatto questa esperienza e non sprecare questa risorsa immensa, di cui la natura ti ha dotato.

le prime cose da sapere sull’allattamento

2 pensieri su “le prime cose da sapere sull’allattamento

  • aprile 20, 2017 alle 11:41
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    Prima di partorire avevo quasi piu paura dell’allattamento che del parto perché grazie a te sapevo a che problemi potevo andare incontro e temevo per l’insuccesso del mio allattamento..adesso invece posso dire che il mio parto andato bene ha aiutato me e il mio bambino nella buona riuscita dell’allattamento al seno,questo anche perché avevo le giuste informazioni e ho fatto di tutto nelle primissime ore affinché tutto poteva andare a buon fine 😊

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    • aprile 23, 2017 alle 20:33
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      Infatti sei mitica! Ti cito sempre come il mio più grande successo 🙂

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