Eurythmics, Sweet Dreams (Are Made of This)

Quell’immagine della cameretta per il bebè, tutta decorata, è molto cara alla neo-mamma. Mentre aspetta un bambino, già la futura mamma inizia a fare il piano con grande passione.
Ma quando si tratta del sonno con il tuo piccolo, devi sforzarti di essere di aperte vedute. Bisogna essere creativi e pronti ad accettare qualsiasi sistemazione che permetta a TUTTI di riposare bene. Devi tenere in considerazione che il bambino è biologicamente programmato per dormire accanto alla sua mamma e che tu riposerai bene solo se lo avrai vicino vicino. Torniamo all’immagine della cameretta adiacente alla camera matrimoniale. Piange, lo senti, ti alzi, lo allatti (spero), soffri, non vedi l’ora che finisca perché stai per crollare, quando ha finito lo metti giù, torni a letto, non fai in tempo a riappisolarti che piange di nuovo perché si è accorto che non ci sei. Dopo un po’ di giorni non ce la fai più. Chiami tua madre disperata e le dici che se va avanti così impazzisci. D’altra parte non hai alternative, perché quando eri incinta la psicologa (superficiale e non aggiornata) ti ha parlato di morte in culla (SIDS sudden infant death syndrome) e ti è rimasto impresso il concetto di non tenere il bambino per nessun motivo nel tuo letto mentre dormi. Basta, inizi a pensare di dargli il biberon, così dorme più profondamente e anche suo padre ti può dare il cambio nell’alimentazione!

Scena uno
Tua mamma ti dice: “Aspetta, fammi parlare. Tienitelo con te nel letto, no? Così quando vuole poppare tiri su la maglietta e via. Neanche ti devi svegliare del tutto. Vedrai come starete bene entrambi”. Ah! La pace. Questa era la mia mamma.

Scena due
Tua mamma ti dice: “Povera bimba mia, come mi dispiace che ti senti così. Guarda che se lo prendi su ogni volta che piange, imparerà a piangere sempre di più. Poi non te lo mettere dentro il vostro letto, altrimenti non se ne andrà via più”.

Se hai letto l’articolo sull’indipendenza del bambino, sai già come la penso. Segui il tuo istinto, prendilo su da quella culla e coccolatevi dentro il tuo letto. Modifica il tuo obiettivo: ora che hai un bambino non puoi dormire come prima che esistesse; punta al riposo e all’armonia per entrambi.
Cosa fare con quelle frasi che rimbombano ancora dentro il tuo orecchio? Hai dei dubbi, quindi FILTRA. Cosa dice la scienza?

 

CAUSE DEL RISVEGLIO NOTTURNO

I bambini si svegliano durante la notte per uno o più motivi. Puoi non comprenderli, ma hai il dovere di rispettare questo mistero. Molte delle ragioni sono legate a meccanismi di difesa che l’uomo ha ereditato da decine di milioni di anni e che ne hanno garantito la sopravvivenza fino ad oggi.

La ricerca scientifica e l’antropologia riconoscono che i nostri bambini hanno bisogno di cure ed attenzioni costanti, a causa della loro estrema immaturità al momento della nascita. A differenza di altri mammiferi, non possono tenersi al caldo, muoversi o nutrirsi fino a tempi relativamente avanzati nel corso della vita. Perciò, cure materne intensive sono cruciali per la sopravvivenza della prole. Pertanto, attraverso processi di selezione naturale, i nostri bambini hanno sviluppato comportamenti ed aspettative, al fine di garantire il ricevimento della cura e della protezione di cui hanno bisogno durante e oltre l’infanzia. Ancora oggi, in molte parti del mondo, il posto più sicuro per un bambino è tra le braccia della madre, costantemente. Questo vale anche per la notte, quando il sonno accanto alla mamma, chiamato anche condivisione del letto, assicura al bambino l’assunzione necessaria di latte materno, la regolazione della temperatura corporea, del respiro ed il conforto emotivo. Per i nostri antenati che vivevano nella natura selvaggia, tenere i bambini con sé significava proteggerli dalle insidie e dai predatori. Rispondere con prontezza al pianto dei bambini proteggeva tutto il gruppo dai predatori. Allo stesso modo, dormire a fianco al piccolo era un comportamento critico per assicurare ai bambini la sopravvivenza fino alla mattina successiva. Rispetto all’intera storia dell’uomo sulla terra, le condizioni di estrema precarietà sono cambiate solo recentemente – si stima non più di duecento anni fa, per il mondo occidentale – e i nostri bambini sono programmati per continuare a ricevere cure intensive e prolungate.

Dormire tutta la notte non è biologicamente normale e dunque non è possibile per un bebè che goda di buona salute. Inoltre, il sonno dei bambini è una funzione in continua modifica, cioè sottoposta a cambiamenti repentini e inaspettati, man mano che le settimane e i mesi passano. Quando leggo certi articoli, mi innervosisco molto di fronte all’uso di termini come: la “crisi” del terzo mese, il “regresso” del neonato nel quarto mese, o i “disturbi” del sonno nel neonato, eccetera. Questa terminologia non soltanto è errata, ma contribuisce al rafforzamento di concezioni prive di evidenza empirica e fondamento scientifico. Il bambino cresce ed impara a stare sveglio (dorme sempre di meno). Il contrario, significherebbe vivere in permanente stato comatoso.
Cerchiamo di capire cosa succede davvero e vediamo quali sono le ragioni dei frequenti risvegli.

 

RITMO CIRCADIANO

Il neonato non conosce ancora il ritmo giorno-notte nelle ventiquattro ore. Aiutalo con coerenza: durante i sonnellini giornalieri non oscurare la stanza dove dorme il tuo piccolo, mantieni voci e rumori ad un livello accettabile perché possa riposare beatamente, senza eliminare del tutto i rumori. Il suo sonno giornaliero sarà più leggero. Durante la notte la luce è minima o spenta, le voci basse e calme, il movimento lento e ritmico, la stimolazione al minimo. Dormire con il bebè nel proprio letto, nel rispetto delle norme di sicurezza, risulta essere la soluzione ottimale: il bambino non viene tirato fuori da nessuna culla per essere allattato o nutrito; la sua mamma può allattarlo e soddisfare così diversi suoi bisogni, muovendosi appena. Inoltre, il latte materno notturno contiene melatonina e triptofano, rispettivamente un ormone ed un aminoacido che inducono il sonno nel bambino, entrambi non presenti nel latte in polvere.

 

BONDING

Il bambino nasce con una serie di bisogni innati, tra cui l’istinto di succhiare e la ricerca di contatto fisico. Entrambi garantiscono la sua sopravvivenza. La seconda grande famiglia di ragioni del risveglio ha a che fare con il livello degli ormoni e la chimica del cervello umano. Dopamina, serotonina, ossitocina e le endorfine sono il quartetto responsabile per la nostra felicità. Il livello di questi ormoni sale grazie all’interazione del bebè con la sua mamma: allattamento, vicinanza, contatto. Quando un bambino piange, ha fame, freddo, fastidio (eccetera), si innalza il livello di ormoni dello stress, tra cui il cortisolo. Studi di lungo termine dimostrano l’impatto negativo di livelli alti di cortisolo sullo sviluppo cerebrale del bambino: più basso quoziente intellettivo, bassa capacità di regolazione delle proprie emozioni, depressione ed ansietà, in età adulta. Quando il livello degli ormoni positivi scende sotto un certo livello, il cervello esce dal ciclo del sonno ed allerta il corpo che il bambino ha bisogno di cure. Il contatto con la mamma, il suo tocco, il suo latte, il rumore del battito del suo cuore, il suo odore ed il ritmo del suo respiro hanno un ruolo drammatico nel riequilibrare i livelli degli ormoni positivi con quelli dello stress.

 

FAME

La composizione del latte materno (squisitamente rettificato per l’intestino non sviluppato dei neonati umani) ha un basso contenuto calorico e richiede risvegli notturni frequenti durante la notte: il bambino ha bisogno di svegliarsi spesso per poppare e quindi crescere. Inoltre, lo stomaco del bambino è molto piccolo e può accogliere, contenere e digerire piccole quantità di latte per volta. Allungare i tempi tra le poppate non ingrandisce lo stomaco, forza solo il bambino a sopportare più a lungo la fame.
Questo elemento aiuta a spiegare il cambiamento culturale in corso, verso la condivisione del letto e l’allattamento a richiesta, sostenuti dalle più importanti organizzazioni mediche mondiali: Academy of Breast Feeding Medicine, USA Breast Feeding Committee, Breast Feeding section of the American Academy of Pediatrics, La Leche League International, UNICEF e OMS. Il Professor James J. McKenna – antropologo – è riconosciuto come autorità leader a livello mondiale sul sonno condiviso di mamma e bambino, in relazione all’allattamento al seno e alla morte in culla (SIDS). Per descrivere questo fenomeno ha coniato addirittura un termine nuovo: il BREAST-SLEEPING. È un gioco di parole tra breastfeeding (allattamento al seno) e co-sleeping (sonno condiviso): dormire vicini fa parte delle cosiddette cure prossimali, che aiutano la relazione tra mamma e bambino, aumentano la mutua dipendenza e di fatto rafforzano l’allattamento, con un impatto di cruciale importanza sulla crescita fisiologica e psicologica del bambino. McKenna ed il suo team, che hanno studiato in laboratorio la condivisione del letto nel più grande rigore scientifico, hanno trovato che i bambini che condividono il letto con la loro madre hanno più risvegli e trascorrono meno tempo nello stadio 3 e 4 del sonno (non-REM, fase di quiete):

  • Stadio 1 (addormentamento)
  • Stadio 2 (sonno leggero)
  • Stadio 3 (sonno profondo)
  • Stadio 4 (sonno molto profondo)

Questo può essere considerato un fattore protettivo contro la SIDS, dal momento che il sonno profondo e i risvegli poco frequenti sono stati considerati come un possibile fattore di rischio per la morte in culla.
Uno studio su 333 bambini morti di SIDS, questa volta proveniente dalla Germania a me tanto cara, dimostra addirittura che l’allattamento al seno riduce il rischio di sindrome della morte improvvisa infantile di circa il 50% a tutte le età, durante l’infanzia e per tutto il tempo in cui il bambino è allattato al seno.

Una nota sul latte in polvere ed il sonno.

Se il latte materno umano, progettato per bambini che hanno bisogno di nutrirsi a richiesta giorno e notte, è facilmente e rapidamente digerito, il latte in polvere fatto di latte materno…di mucca, non lo è. Contiene più grasso ed una miriade di additivi che lo rendono più difficile, e quindi più lento, da digerire. Ora attenzione. Questo elemento può influenzare il sonno infantile, che risulta innaturalmente più profondo (più tempo trascorso in fase 3-4). Questi sono gli stadi in cui è più difficile svegliarsi per terminare le pause durante la respirazione (soprattutto nei bambini già predisposti a questa difficoltà), cosa che potrebbe potenzialmente diminuire la capacità del bambino di mantenere una sufficiente ossigenazione. Ad una mia amica che allattava il suo bambino, il pediatra ha consigliato il latte in polvere “per dormire meglio durante la notte”. Penso che hai già capito la questione. Armati di informazione e stai in guardia da consigli irresponsabili e superficiali. Il latte materno umano riduce il rischio di SIDS. William Sears, pediatra, laureato in medicina, qualificato presso la Harvard Medical School’s Children’s Hospital e Toronto’s Hospital for Sick Children ed autore di oltre trenta libri conosciuti in tutto il mondo, suggerisce ai neo-genitori di non sentire né esercitare alcuna pressione per far dormire i loro bambini più a lungo, più profondamente e troppo presto, in relazione alla loro giovanissima età.

Detto ciò, ecco un consiglio pratico: prima di coricarti, la sera, allatta di nuovo il tuo bambino. Non importa se ha già mangiato poco fa: se dorme, non devi svegliarlo del tutto, qualche goccia di latte sulle sue labbra di solito sono sufficienti per attivare la suzione. Il primo tratto del sonno notturno generalmente dura qualche ora in più. Diciamo sulle tre o quattro ore (esempio). Se ha mangiato alle 8pm e tu vai a letto alle 10pm, allattandolo di nuovo prima di coricarti potrebbe evitarti un risveglio a mezzanotte per allattarlo. Il tuo piccolo potrebbe dormire fino alle 2am, regalandoti quattro ore di beato riposo ininterrotto. Allattarlo a richiesta durante il giorno e dargli una extra-porzione prima che tu vada a letto può solo giocare al vostro reciproco favore.

 

CICLI DI SONNO PIÙ BREVI

I cicli del sonno nei bambini piccoli sono più brevi che negli adulti e i nostri piccoli tendono a svegliarsi durante il passaggio da un ciclo all’altro (da uno stato quieto a uno stato attivo), circa ogni quaranta minuti. Anche noi adulti spesso ci svegliamo brevemente al termine di ogni ciclo, ma spesso al risveglio non ne possediamo neanche il ricordo. La durata dei cicli si estende man mano che il bimbo cresce. Secondo i ricercatori, la brevità dei cicli è legata a meccanismi di difesa del cervello, che “svegliano” le varie funzioni vitali (respiro, digestione, battito cardiaco). Si tratta di meccanismi fondamentali in relazione al fenomeno della morte in culla. Per cui, è importante enfatizzare l’importanza del concetto di notte riposante, rispetto alla notte di sonno continuato. Per capirci, il bambino forte e sano è quello con un cervello sensibile e che si sveglia spesso.

I risvegli notturni del bambino non hanno soltanto un ruolo importante per la loro sopravvivenza, sottolinea il Dottor Sears, ma anche in relazione allo sviluppo del loro cervello. Secondo i ricercatori, i bambini hanno un sonno molto più “intelligente” degli adulti: passano più tempo nella fase REM (rapid eyes movements = movimenti veloci degli occhi; cervello più attivo, intensa attività cerebrale simile a quella dello stato di veglia, respirazione e battito cardiaco irregolari), perché il sonno leggero aiuta il cervello a svilupparsi rapidamente. Durante questa fase avviene anche l’apprendimento, cioè l’elaborazione delle informazioni acquisite durante la veglia. Il cervello dei neonati raggiunge da circa il venticinque al settanta per cento del volume del cervello adulto, solo nei primi due anni di vita. Si ritiene che durante questa rapida fase di crescita del cervello, esso abbia bisogno di continuare a funzionare anche durante il sonno, per poter sviluppare. È interessante notare, che i neonati prematuri spendono nella fase di sonno REM (attiva) ancora più tempo (circa il novanta per cento del tempo in cui dormono), forse proprio per accelerare la loro crescita cerebrale. In sintesi, il periodo della vita in cui gli esseri umani dormono di più ed in cui il cervello si sta sviluppando più rapidamente è anche il momento in cui hanno un tipo di sonno definito più ATTIVO. Anche qui, credo tu abbia colto il mio punto.

 

STADI DELLO SVILUPPO

I bambini sperimentano stadi di sviluppo, tipicamente accompagnati da notti più sensibili, che richiedono più cura e amore da parte della mamma e del babbo. Non si tratta di una “regressione”, come la definiscono giornalisti o pseudo-esperti ogni tanto sul web. Si tratta di progresso, nuova consapevolezza e nuove capacità, che il bambino ovviamente esprime anche mentre dorme. Tu dormi tranquillo durante il passaggio ad un nuovo lavoro o in corrispondenza di un evento particolare della tua vita?

In genere, subito dopo la nascita, il neonato può piangere parecchio a lungo (per via dell’enorme cambiamento), per poi concedersi un periodo successivo di sonno abbondante. Intorno al quarto mese, prende coscienza di sé come essere separato dalla sua mamma e verso il nono mese – ah come ricordo bene questo traguardo! – probabilmente arriverà l’ansia da separazione dalla mamma. Il bambino ha imparato a riconoscere chi si occupa di lui, ha sviluppato un forte legame e percepisce l’assenza di chi si occupa di lui come pericolo. Il piccolo non ha ancora una matura comprensione e consapevolezza delle dimensioni spazio e tempo: se la mamma non è fisicamente presente, per lui è come se fosse sparita e non sa che tornerà. Le notti in questa fase così delicata sono interminabili.
Altre ragioni di risveglio possono essere gli scatti di crescita, la dentizione o l’apprendimento di una nuova capacità come il gattonare. Potrebbe svegliarsi ogni notte anche per un paio di settimane, per esercitarsi. Un altro motivo comune è il ritorno della mamma al lavoro: il bambino cerca di recuperare affetto durante la notte. I cambiamenti nel sonno del piccolo, che ne derivano, sono del tutto normali, per quanto la notte sia per te frustrante. Il tuo bambino ha bisogno del tuo supporto ancora più di prima e porlo in stato di stress, implementando delle strategie* per “insegnargli” a dormire, può solo nuocere al suo sviluppo emozionale e cognitivo. Ricordati che il sonno non è un comportamento appreso. Non cercare di guadagnare controllo e punire, ponendo le basi per la vostra disconnessione. Abbi fiducia in lui, che sta solo cercando di colmare il suo serbatoio di affetto. Lo psichiatra canadese di fama mondiale Elliot Barker, nel suo articolo The critical importance of mothering (L’importanza cruciale dell’essere mamma), sostiene che nel mondo di oggi nulla è più importante delle cure amorevoli che un bambino riceve nei primi tre anni di vita. È in questi primi anni che la capacità di fiducia, l’empatia e l’affetto hanno origine. Se i bisogni emotivi del bambino non sono soddisfatti nel corso di questi anni, può derivarne un danno emotivo permanente.

* Se ti interessa approfondire l’argomento delle tecniche per far addormentare un neonato, ti consiglio questo e poi anche questo articolo in Inglese di Darcia Narvaez (dottorato di ricerca e professore di psicologia presso l’Università di Notre Dame. È specializzata nello sviluppo etico e nell’educazione morale ed è membro dell’American Psychological Association).

 

VIE AEREE INVISIBILI

Le vie aeree del neonato sono estremamente sottili e lui non riesce ancora ad alternare volontariamente la respirazione dal naso e quella dalla bocca. Così, per il bambino è sempre un po’ difficile respirare. Non solo quando è un po’ congestionato, ma anche con quantità di muco “normali”. Quando i livelli di ossigeno nel cervello si abbassano ed il naso per qualsiasi motivo è bloccato, una sorta di campanello d’allarme fa svegliare il bambino.
Il bambino allattato al seno respira meglio perché:

  • coordina succhiare-ingoiare-respirare in maniera più efficiente
  • ha livelli più alti di progesterone nel sangue e questo ormone stimola la respirazione
  • il latte materno supporta lo sviluppo dell’area del cervello che controlla la respirazione
  • il latte materno aiuta a mantenere aperte le vie nasali
  • il latte materno protegge da infezioni delle alte e basse vie respiratorie e da bronchiolite da RSV (il rischio di ospedalizzazione per infezioni delle vie respiratorie è ridotto del 59%)

Il bambino allattato al seno che dorme accanto alla mamma (che non fuma, non fa uso di alcol e altre sostanze stupefacenti, non sta dormendo sul divano, non ci sono spazi vuoti in cui il bambino potrebbe incastrarsi, eccetera):

 

BRUTTI SOGNI

In genere gli incubi infestano la fase REM (quella attiva) del sonno, all’età di circa due anni, ma soprattutto tra i tre ed i sei anni. I sogni rispecchiano la capacità del bambino di capire la fantasia e la realtà. Cerca di essere coerente. Non puoi spaventare il tuo bambino per ottenere risultati nel breve termine (“torniamo a casa che a quest’ora escono i mostri!”. Ho delle vicine di casa che lo ripetono tutti i santi giorni, poveri noi) e poi aspettarti che non creda a queste creature spaventose (magari quando vuoi che scenda dal letto da solo per andare a fare la pipì). In passato si raccontavano ai bambini delle storie spaventose. Oggi molti sanno che non è giusto educare infondendo paura: questo metodo serve a crescere individui che si attengono a certe norme di comportamento solo perché temono qualcosa e non perché condividono i nostri valori e ci vogliono bene. Ad ogni modo, per un bambino è molto più facile difendersi da storie raccontate. In questo caso, infatti, immagina solo gli elementi spaventosi che può gestire in base alla sua età. Al contrario, egli non può difendersi dalle immagini già pronte provenienti dai media, con i dettagli che noi adulti conosciamo.


CONCLUSIONI

Anziché implementare strategie pericolose, ricerca l’armonia e organizza la camera in maniera efficiente. Il letto familiare (foto in basso) è composto dal materasso matrimoniale, affiancato da uno o più materassi singoli (a seconda del numero di bimbi che hai). Ha una geometria perfetta perché tutti abbiano il loro spazio, continuando a stare vicini. Questa soluzione minimizza lo sforzo da parte di mamma e babbo e ottimizza la possibilità del bambino di veder soddisfatti i propri bisogni di vicinanza e affetto. Inoltre, è un accomodamento estremamente economico e anche molto sicuro per il bambino. Puoi investire di più nella qualità dei materassi e delle doghe (le doghe garantiscono anche una buona ventilazione sotto il materasso, per evitare umidità e quindi muffa). Anche la pulizia è facilitata: alzando su doghe e materassi di tanto in tanto, puoi pulire bene il pavimento sottostante. Se qualcuno una volta dovesse rotolare via, probabilmente non se ne accorgerà neanche.

Abbi fiducia nel tuo bambino, che si sveglia esprimendo un bisogno. Ricorda che la ricerca dimostra che in genere i bambini non riescono a dormire tutta la notte prima dei due anni di età (indicativamente). Anche dopo questo traguardo, molti continuano a svegliarsi regolarmente.

Le moderne ideologie sociali del mondo occidentale hanno un ruolo deleterio, rispetto alle aspettative che i genitori hanno nei confronti del sonno dei loro bambini. Tutti domandano “ti dorme la notte?”. Rispondi: “no, perché è forte e sano”. Oppure: “no, perché è intelligente”. Queste aspettative errate creano infelicità, frustrazione, sfinimento, delusione e tristezza, come non si riscontrano in altre parti del mondo (ad esempio in Giappone). Il concetto fuorviante del “dormire come un bebè” è nato con la cultura del latte artificiale, in cui si pensava che l’isolamento del bambino avesse effetti positivi su di lui. In un colpo solo distrusse i tre elementi del sonno normale del bambino:

  1. la posizione: dalla schiena, per poppare il latte della mamma, a pancia in sotto
  2. l’alimentazione: dal latte materno specie-specifico a quello mucca-specifico
  3. il luogo: da vicino alla sua mamma, sottoposto agli stimoli sensoriali provenienti di lei, alla cameretta. Pensi davvero che al tuo piccolo piaccia l’idea di dormire lì dentro da solo, quando tu stessa mamma o tu stesso babbo ti addormenti meglio vicino al tuo partner (posto che lo ami)?

Questa mossa così furba ha contribuito all’epidemia della morte in culla (SIDS), che guarda caso è prerogativa del mondo occidentale. Tragicamente, queste pratiche basate sulla nuova cultura del latte in polvere e del dormire in isolamento hanno causato la morte di circa seicentomila bambini per SIDS: in parte perché la nostra società ha promosso un tipo di sonno prematuro, ininterrotto, isolato rispetto all’universo sensoriale legato alla presenza della mamma. Per tutte queste cose, il neonato, per natura così vulnerabile e neurologicamente immaturo, non era e non è preparato.

Il segreto di validità scientifica che dovrebbe guidarti viene dalla neuroscienza: il cervello del tuo bambino è in gran parte incompiuto alla nascita, con collegamenti tra cellule cerebrali che si formano alla velocità di 1,8 milioni al secondo per tutto il primo anno di età. Queste connessioni cerebrali influenzano l’emisfero destro, che è predittivo della futura salute mentale. È in questa zone che risiedono le radici della nostra stessa umanità, la capacità di percepire le intenzioni e i sentimenti degli altri, di sentire empatia e compassione, e in ultima analisi, di prosperare in relazioni intime. E tutto questo sviluppo avviene principalmente in risposta diretta allo scambio d’amore con il tuo bambino.

Chiudo con l’editoriale di Empathic Parenting 23, no. 1 (2000), del Dottor Barker: i bambini i cui bisogni siano precocemente appagati da genitori amorevoli, soggiacciono inevitabilmente alla più ferrea disciplina possibile: non fanno ciò che non volete perché vi vogliono tanto bene!

(Se cerchi un buon documento da tenere a portata di mano, ti consiglio la mini-guida in Inglese dell’UNICEF, CARING FOR YOUR BABY AT NIGHT. Per una comprensione più approfondita di alcune tematiche legate al sonno, ti raccomando i fogli ISIS sul sonno infantile, tradotti in Italiano dal MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano.)

www.homelifegreenlife.com
sweet dreams are made of this

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