Bimba Mammal, India, Gennaio 2017

La scorsa estate, quando sono tornata in Italia, ho rivisto una delle mie migliori amiche. L’ultimo pranzo insieme a Castelluccio di Norcia, prima del crollo per il terremoto. Le stavo spiegando il perché dell’allattamento prolungato: Bimba Mammal aveva poco più di un anno e ogni tanto si attaccava con felicità. Ad un certo punto, la mia amica mi fa: “Ho capito. Se lo fai tu, so che devono esserci buone ragioni. Comunque, io non riesco a sopportare quelle mamme che usano la tetta al posto del ciuccio”. Amo sinceramente la mia amica. È una delle persone più intelligenti che io conosca. Così, quella per me fu la prova schiacciante del fardello della nostra cultura e di quanto pesi sul processo di denormalizzazione dell’allattamento al seno.
Ripensando a questo fatto, sento la necessità di fare un po’ di pulizia tra i mille cliché.

 

la maggior parte delle donne non producono abbastanza latte

La stragrande maggioranza delle donne produce la giusta quantità di latte per il suo bambino, senza bisogno di alcun supplemento. Tuttavia, che il bimbo prenda abbastanza latte o no, questo fatto rappresenta una paura comune.

L’allattamento è un processo naturalissimo che funziona al meglio finché non interveniamo a danneggiarlo. Ad esempio, mettendo le poppate del bambino a orario! Se il pediatra è preoccupato per un eventuale aumento lento di peso del bambino, assicurati che stia facendo riferimento alla tabella di crescita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ne esistono altre che si basano su neonati alimentati con latte artificiale. In ogni caso, cerca di trascorrere più tempo pelle-a-pelle, bevi molta acqua e offri il seno spesso per favorire l’alimentazione del tuo piccolo. Ricorda: se il bambino è davvero allattato a richiesta (pag. 7,8), quando il seno è particolarmente piccolo e vuoto, vuol dire che sta andando al massimo per produrre velocemente la quantità richiesta in quel momento! In caso tu senta il bisogno di parlarne, puoi sempre incontrare un consulente per l’allattamento IBCLC (consulenza privata), e/o partecipare ad un gruppo di sostegno dell’allattamento. Sono molte le strade da perseguire per stimolare una maggiore produzione. La cosa migliore che puoi fare è rilassarti ed avere fiducia nel tuo bambino e nel tuo corpo.

 

se non posso produrre abbastanza, il latte in polvere è l’unica opzione

Parla prima con una ostetrica o un consulente per l’allattamento IBCLC. Esiste sempre la possibilità di nutrire da te il tuo bambino, ma con il latte di un’altra mamma tosta e attiva nell’eco-sostenibilità. Il latte in polvere, così come quello della busta, viene da una povera vacca sporca e puzzolente che vive in un’azienda a ritmi crudelissimi, o – se è fortunata – in una fattoria. Il suo latte è a misura del suo vitellino. Il mio latte è a misura del cucciolo d’uomo. Prova ad informarti prima di dargli il latte artificiale.

 

la spremitura del latte mostra quanto latte sto producendo, così sto tranquilla perché so quanto ha preso

Cerca di non renderti la vita difficile inutilmente. Ci credo che poi la gente continua a ripetere che allattare è un processo dispendioso per la mamma! Oltre a questo, il pompaggio non è un indicatore preciso di quanto latte materno il bambino sta ricevendo. Semplicemente perché il tiralatte non è un bambino e il seno conosce la differenza. Invece, potresti pesare il bambino prima e dopo la poppata (puoi pesarti e poi sottrarre il peso del bambino dal tuo), per avere un quadro un pochino più preciso della situazione.

 

seni più grandi producono più latte

Più tessuto mammario (grasso) non equivale ad un maggior volume di ghiandole produttrici di latte. Una donna con grandi seni può avere un basso rifornimento e una donna con seni piccoli un eccesso di produzione. Se si dispone di una capacità di stoccaggio di latte più piccola, il bambino sarà probabilmente solo più spesso al seno. I miei seni sono molto discreti e ho allattato costantemente due bambini, entrambi sul livello più alto nella tabella di crescita.

 

l’allattamento al seno è dispendioso e difficile

L’allattamento al seno è il miglior amico della mamma pigra! Una mia amica deve svegliarsi alle due del mattino, andare in cucina, prendere una bottiglia e una tettarella artificiale sterilizzata la sera prima – se si è ricordata! -, preparare il junk-milk mescolando il latte in polvere con acqua della giusta temperatura, far bere il bambino, metterlo a dormire, magari anche tornare in cucina e lavare i piatti. Nel frattempo? Quanto ha pianto il bimbo mentre aspettava? La mia amica non è sempre pronta quando il suo piccolo ha bisogno, dato che si impiega del tempo per preparare tutto. Io invece mi giro e Bimba Mammal apre la bocca. Fatto! Faccio il latte e nutro il mio bambino mentre sto dormendo. Niente bottiglie da lavare, capezzoli finti da sterilizzare, niente latte da acquistare. Una spesa pesante, no? Tiro su la maglietta e via.

 

con il biberon è più facile farlo mangiare in pubblico

Pensa un po’ a tutti gli attrezzi necessari per imbottigliare e dargli da mangiare in giro e che devi avere con te ovunque tu vada: uno o due biberon, capezzoli finti – mi piace chiamare così le tettarelle, per far chiarezza su ciò che sono -, forse un dosatore, contenitore per il latte in polvere con latte in polvere, acqua in un bel termos pesante oppure un mezzo per riscaldare quella roba una volta mescolata. Il dispendioso processo dell’allattamento al seno consiste semplicemente nell’aprire la camicia e il reggiseno che hai già addosso da casa. Il tuo seno sta svolgendo la funzione primaria per cui è naturalmente presente sul nostro corpo. Stai nutrendo il tuo piccolo (e la sua anima). La gente comune non mangia un boccone e non fa un sorso anche per strada, sul treno, in aereo, in piazza quando c’è il mercato, al bar, eccetera? Se un bimbo non può mangiare anche fuori casa, per ragazzini e adulti sarebbe più appropriato rifugiarsi in una toilette pubblica, ogni volta che hanno fame o sete. Alla fine, non è un topless al mare. Per quanto il topless, a quanto vedo in giro, al massimo lascia la gente con un sorrisetto.

 

non si può lasciare mai la casa se si allatta

Questo consiglio è terribile. Amo la mia casa, ma non importa quanto sia bello starci. Non vorrei mai essere sua prigioniera. In Italia vedo seni nudi o quasi a tutte le ore del giorno nelle pubblicità di prodotti per il corpo, lingerie e molto altro. Tuttavia, quando si tratta di allattamento al seno, qualcuno diventa improvvisamente puritano. È assolutamente possibile, anzi bellissimo e salutare, lasciare la casa insieme al tuo bimbo e nutrirlo quando ne ha bisogno. L’allattamento al seno è eco-sostenibile, mantiene i bambini felici, è super pratico. Il pasto è sempre pronto, non devi pensare a niente.

 

non si può mai lasciare un bambino allattato

Mentre il sistema della domanda e dell’offerta nell’allattamento al seno funziona in modo ottimale solo quando la madre e il bambino sono insieme, il junk-milk permette a mamma e bambino di separarsi. Che aspirazione! Pensare che molte donne, quando desiderano un bambino, invidiano molto le mamme in giro con il loro piccolo. Se devi ritornare a lavoro, tirati il latte in un contenitore appropriato con un semplice tiralatte. L’ostetrica ne può consigliare uno buono e poco costoso. Ora hai più o meno la stessa libertà dell’altra mamma.

 

una mamma che allatta al seno deve rinunciare completamente all’alcol

Il rischio più grave che corre un bambino con una madre ubriaca è quello di cadere o venir soffocato a causa della perdita di coordinazione motoria della mamma. Significa che quando allatti hai la stessa responsabilità della mamma che nutre il suo bambino con latte artificiale.

Oltre a questo, il grado alcolico nel latte materno rispecchia la quantità di alcol nel sangue. Ciò significa che, quando il fegato ha smaltito l’alcol, anche il latte torna ad essere analcolico. Qualche sorso di vino durante un pasto, ogni tanto, non desta preoccupazione. Magari assicurati che il tuo bambino abbia fatto una bella poppata subito prima che tu assaggi un po’ di vino. In genere, per quando avrà di nuovo fame, dovresti aver smaltito tutto.

 

devo smettere di allattare per prendere un farmaco (il medico mi ha detto così)

Ti incoraggio vivamente a controllare ogni farmaco che viene prescritto. Molto utile è anche il sito LactMed, ma è in inglese e occorre confidenza con la lingua. Ad ogni modo, si tratta di controllare il farmaco prescritto e il rating di sicurezza. Chiedi al medico di informarti sulla sicurezza del farmaco prescritto oppure di prescrivere un’alternativa, di cui la farmacologia è spesso piena. Svezzare per assumere farmaci oggi non è più necessario, nella maggior parte delle patologie più comuni.

 

il latte materno è comparabile al latte artificiale

Neanche lontanamente. Il latte materno è ricco di anticorpi, ormoni, anti-virus, anti-allergeni, anti-parassiti, fattori di crescita, enzimi, i quali sono completamente assenti nel latte artificiale. I bambini alimentati artificialmente sono a maggior rischio di infezioni dell’orecchio, infezioni respiratorie, meningite, diarrea / stitichezza, polmonite, morte in culla (SIDS) e di sviluppare obesità, diabete, asma, allergie, cancro e un minor quoziente intellettivo. Ogni giorno vengono scoperti nuovi benefici del latte materno. Le aziende produttrici di latte in polvere cercano di duplicare gli ingredienti, ma ancora non riescono neanche ad avvicinarsi. Guardando la lista completa degli ingredienti più noti, la colonna del latte in polvere impallidisce.

 

tenere in casa un campione di latte in polvere, per qualsiasi evenienza, è una buona idea

Oggi si sa che il principale fattore per continuare l’allattamento al seno è se una donna allatta esclusivamente in ospedale o meno. La Società Italiana di Neonatologia, insieme ad altre società scientifiche pediatriche (Sip, Sigenp, Sicupp e Simp) ha sottoscritto un importante documento chiamato Position Statement sull’Allattamento al seno e uso del latte materno/umano. Il documento dichiara che

“il momento della dimissione non sempre coincide con la montata lattea o un chiaro avvio dell’allattamento al seno per cui è necessario un follow-up adeguato, condotto da operatori sanitari, che valutino l’andamento della curva ponderale, siano capaci di risolvere problemi o dubbi sull’allattamento al seno, capiscano il progetto alimentare che la famiglia ha per il bambino”.

Quando una mamma lascia l’ospedale con un bambino a cui viene dato un supplemento di latte artificiale, difficilmente riesce a passare all’allattamento esclusivo. È spesso sola e senza supporto. Molto probabilmente continuerà anche a compare la stessa marca. Implicitamente l’ospedale ha comunicato alla mamma che è un tipo di alimentazione corretta e auspicabile. Sbagliato. Richiedi subito il supporto qualificato che spetta di diritto a te e al tuo bambino! Chiama un’ostetrica o un consulente IBCLC ancora prima di essere dimessa, perché ti aiuti a passare all’allattamento esclusivo in breve tempo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato anche un Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, secondo cui le strutture sanitarie, il personale medico professionale e il personale paramedico devono svolgere un ruolo essenziale nella guida alle pratiche della nutrizione dei lattanti, incoraggiando e facilitando l’allattamento al seno e fornendo consigli obiettivi e coerenti.

Se ricevi perfino un campione: buttalo via subito. È anche vietato dal Codice! I numeri parlano chiaro: se una famiglia accetta il consiglio del pediatra di dare un supplemento di latte artificiale, la mamma ha meno probabilità di allattare con successo. Basta un biberon di latte per far diminuire la montata lattea e avviare l’insuccesso.

 

se si sceglie di allattare, prima o poi si dovrà integrare con latte in polvere e vitamine in modo che il bambino riceva tutti i nutrienti necessari

A meno che il bambino non abbia un problema specifico per il quale è stato raccomandato un supplemento specifico, il latte materno è tutto ciò di cui ha bisogno. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), insieme all’UNICEF e a molte altre organizzazioni medico-scientifiche mondiali, raccomanda l’allattamento ESCLUSIVO per sei mesi: cioè il bambino riceve solo latte materno, senza cibo supplementare o bevande, nemmeno acqua. Se vuoi saperne di più, il sito dell’OMS contiene molte pubblicazioni informative, tra cui un documento che illustra dettagliatamente l’adeguatezza nutrizionale del latte materno dei primi sei mesi. Dopo questa tappa, è necessario introdurre altri cibi, continuando ad allattare finché mamma e bambino ne vorranno. Se il medico dà una raccomandazione specifica diversa, vi esorto a ricercare a fondo il motivo e fare scelte consapevoli per il vostro piccolo. L’OMS, l’UNICEF ed altre società scientifiche e pediatriche sono consapevoli dei grandi limiti della pediatria in questo campo. Il documento citato in precedenza sottolinea come

“i curricula studiorum universitari (per medici, ostetriche e infermieri) solo parzialmente sono stati in grado di trasmettere le conoscenze essenziali sull’allattamento al seno e quindi vanno attualmente revisionati. Anche il training pratico di medici, infermiere ed ostetriche può svolgersi in contesti dove la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono subottimali. Vi è quindi una notevole richiesta di aggiornamento teorico-pratico del personale sanitario”.

A me, come a molte amiche, il pediatra ha consigliato l’introduzione di tisane alla camomilla o al finocchio, per prolungare la pausa tra una poppata e l’altra. Questa ricetta è perfetta per compromettere la soddisfacente fornitura di latte che hai ed, eventualmente, per facilitare l’ingresso di batteri nell’organismo del neonato (solo il latte materno è sterile). Le tisane, inoltre, rappresentano un bel giro d’affari. Possono contenere sostanze con diverse controindicazioni, anche se naturali. Molte tisane solubili per neonati contengono in grandissima parte zucchero: almeno il 95-97% della massa totale sono zuccheri. Aumentano dunque il rischio di carie e riducono l’appetito. Fai questa prova: stampati una pagina sull’importanza dell’allattamento esclusivo nei primi sei mesi, tratta da una delle pubblicazioni OMS citate, e tienila nel libretto del tuo bambino. Se ti capita ciò che è capitato a noi, non aver timore di chiedere al pediatra cosa ne pensa di quei dati. Alla fine, ciò che conta è il benessere del tuo piccolo.

…to be continued.

tetta a posto del ciuccio o viceversa? PRIMA PARTE

2 pensieri su “tetta a posto del ciuccio o viceversa? PRIMA PARTE

  • marzo 15, 2017 alle 03:53
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    Le tisane o un innocente cucchiaino d’acqua mi sono state consigliate dal pediatra anche per far passare il singhiozzo al mio bambino..fortuna te e la conoscenza che mi hai trasmesso!!l’aggettivo esclusivo vicino alla parola allattamento non é da tutti ben compreso..

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    • marzo 16, 2017 alle 13:14
      Permalink

      Guarda, quando sono triste penso a te e a quanto sei dolce con Alessandro. Mi passa tutto! Grazie per essere una persona così aperta e moderna!

      Rispondi

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