La pecorella che allatta il suo baby, India, Novembre 2016

…continuano i cliché.

 

l’allattamento al seno viene del tutto naturale

Alcuni aspetti dell’allattamento sono innati. Ad esempio, i neonati useranno il loro riflesso naturale per farsi strada sul corpo della mamma verso il centro del bersaglio. Poi inizieranno a succhiare, attivando nel corpo della mamma il rilascio del latte. Tuttavia, altri aspetti dell’allattamento al seno sono appresi, come il posizionamento e l’attacco ottimale del bambino. Poi, c’è l’influenza culturale. Ad esempio, la neo-mamma ha sentito dire di tante famiglie, dove la mamma non ha allattato al seno o ha sperimentato il trauma di trovare molto difficile allattare. Così, non ci riesce neanche lei. Se poi cresciamo anche senza modelli di riferimento – da qui l’importanza dell’allattamento al seno in pubblico, perché venga pian piano normalizzato -, né riceviamo alcuna istruzione formale sul processo, le possibilità di successo sono basse. Il latte umano è un alimento non solo specie-specifico, ma addirittura individuo-specifico. Una volta partiti bene, è la cosa più semplice e più bella del mondo!

 

sei un fallimento come madre se non puoi allattare

I bambini dovrebbero venire al mondo così come previsto da madre natura: attraverso il canale del parto. A volte, le condizioni fisiche fanno sì che il parto vaginale non costituisca una scelta sicura. Per fortuna, in quelle circostanze, abbiamo la tecnologia chirurgica e medici qualificati a nostra disposizione per eseguire un cesareo. Lo stesso si può dire per l’allattamento al seno. I bambini dovrebbero essere nutriti al seno con il latte materno, come madre natura li ha destinati. Molte madri non riescono o non lo fanno per mancanza di sostegno e di informazione. A volte, in rare occasioni, si presentano condizioni in cui l’allattamento al seno non è un’opzione possibile. Per fortuna, in quelle circostanze, ci sono il Latte Umano Donato (LUD) e le Banche del Latte Umano (BLUD). Infine, c’è anche il latte artificiale. Provo grande rispetto verso tutte le mamme che abbiano utilizzato le risorse a loro disposizione, per fare la scelta migliore per i loro bambini. La mamma che amo avere accanto a me rispetta il suo bambino e i suoi bisogni giorno e notte, si mette in dubbio, si informa. Non minaccia, non picchia, sceglie libertà e amore. Rifiuta l’intimidazione a qualsiasi livello come strumento di educazione. Crea nella sua famiglia un ambiente libero da punizione e paura, perché la cosa più importante di tutte, alla fine, è la connessione indistruttibile tra i loro cuori.

 

se il latte non viene subito, non sarà più possibile produrne

Purtroppo, sento continuamente storie di mamme che hanno lasciato perdere per mancato sostegno in ospedale o una volta fuori dall’ospedale. Ci sono metodi semplici e molto efficaci per favorire la montata lattea, in quelle situazioni in cui il bambino non succhia efficacemente appena nato. Questo può accadere, ad esempio, per via degli analgesici e degli anestetici comunemente usati oggi durante il parto (pag. 11,12, Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF). Sono di grande aiuto: iniziare il prima possibile con l’allattamento, offrire il seno spesso e in diverse posizioni, tenere il bambino spesso vicino e avere contatto pelle-a-pelle con lui e non solo quando si allatta, dormire con lui anche di notte. Anche la spremitura manuale o con tiralatte elettrico a doppio set sono di grande aiuto nella maggior parte dei casi, se usati in maniera appropriata. Fatevi seguire da chi è competente. È semplice.

Ricorda che il tuo corpo, ancora prima del bambino, fa il latte, cioè il colostro, durante la gravidanza. Di solito ci vogliono tre o quattro giorni per la montata lattea – dal colostro si passa al latte maturo, la produzione aumenta e il seno appare pieno, duro e pesante -, ma può richiedere fino a una settimana. Il pelle-a-pelle e tutti i comportamenti che favoriscono il bonding favoriranno anche l’arrivo del latte.

 

il bambino ha il reflusso acido (RGE), piange, rigurgita, e non dormire tutta la notte

Se il tuo bambino fa queste cose è un essere umano. Questo aspetto ha cominciato ad assillare la mia mente, perché si sente parlare sempre di più di bimbi in cura con farmaci per reflusso acido. Quando vai dal pediatra e parli contemporaneamente di rigurgitini, pianto, sonno disturbato, è facile che lui/lei prescriva dei farmaci, che possono avere seri effetti indesiderati. In realtà, quelli citati sopra, sono tutti comportamenti tipici dell’età. A volte sono semplicemente dovuti ad un’alimentazione un po’ frettolosa che sovraccarica l’attività digestiva del bambino. Oppure potrebbe essere una dieta un po’ eccessiva nella quantità, magari per un eccesso di latte* nella mamma (eventualmente legato ad un ingorgo mammario). Si potrebbe provare a spremere circa 20 ml di latte manualmente subito prima di attaccare il bimbo al seno, per far sì che il getto non sia troppo forte. Un’altra idea potrebbe essere la posizione semi-sdraiata della mamma, appoggiata a dei cuscini o supina, con il bambino disteso sopra di lei, parallelo, pancia a pancia: Laid-back-Nursing.

Oggi si medicalizza tutto, anche la normalità. La malattia da RGE (cioè la MRGE) è quella condizione in cui la risalita del contenuto gastrico comporta l’insorgenza di segni, sintomi e complicanze: inappetenza o rifiuto insistito per il cibo, irritabilità frequente, mancata crescita, tosse frequente e pianti successivi ai pasti. Nei lattanti la difficoltà nel descrivere sintomi che spesso sono non classici, può porre la necessità di effettuare test strumentali per porre diagnosi. Sii consapevole del fatto che si tratta di una malattia sovra-diagnosticata.

 

non c’è niente che puoi fare per aiutare un bambino con un pancino un po’ turbato

Imparare a massaggiare correttamente quella “pancetta” in una classe di massaggio infantile. Un gesto amorevole che aiuta il sistema digestivo. Una volta imparate le mosse corrette è possibile risolvere una settimana di costipazione in un colpo solo o aiutare una pancia gassosa con niente di più che il tuo tocco amorevole. È una cosa incredibile e potente. Chiedi alla tua ostetrica di fiducia.

L’altro suggerimento che ho per un po’ di pancia travagliata è quello di indossare il bambino petto-a-petto. Il babywearing (la fascia) mantiene il vostro bimbo in posizione verticale, quindi aiuta il movimento delle sue “cose” verso il basso. Senza far nulla, stai esercitando una pressione confortante sull’addome del bambino e fornendo un movimento ritmico. Il tutto avviene in un abbraccio amorevole, che ti fornisce la convenienza della mobilità e delle mani libere! Fatti mostrare il corretto posizionamento del bambino dalla tua ostetrica.

Sospetti che il tuo bambino sia sensibile ad un particolare alimento che mangi tu? Se fosse così, potrebbe essere irritato dopo la poppata, piangere inconsolabilmente per lunghi periodi o dormire poco e svegliarsi di colpo con evidente disagio. Chiediti se esiste una storia familiare di allergie. Altri segni di una allergia alimentare possono includere: sfogo, orticaria, eczema, sederino arrossato e dolorante, pelle secca; dispnea o asma; sintomi simili ad un raffreddamento; occhi rossi; infezioni dell’orecchio; irritabilità, coliche; disturbi intestinali, vomito, stipsi e/o diarrea, o feci verdognole con muco o tracce di sangue. Le allergie alimentari in un bambino allattato al seno non sono né devono rappresentare la fine dell’allattamento al seno. Se si sospetta che un determinato alimento sia colpevole, per esempio prodotti lattiero-caseari – che generano l’allergia alimentare più comune per il lattante -, basta eliminarli completamente dal vostro menù. Se il sintomo svanisce, elimina il formaggio dalla tua dieta. Se persiste elimina il prossimo sospetto per due settimane. Potrai introdurli di nuovo quando il bambino sarà più grandicello.

In generale, la sessione IL PIANTO del documento ALLATTAMENTO AL SENO (pag. 106), CORSO PRATICO DI COUNSELLING può aiutare a comprendere diverse situazioni.

 

devi garantire un corretto equilibrio tra primo e secondo latte

Il primo latte è il latte che è sta in prima linea nel tuo seno e viene consumato dal bambino all’inizio della poppata. In genere ha un contenuto di zucchero e acqua più elevato. Il secondo latte è il latte che sta più indietro nel seno. In genere ha un più elevato contenuto di proteine (è più cremoso) e di grasso. I lattanti prosperano consumando una perfetta miscela di entrambi e non c’è assolutamente nulla che la madre debba fare per garantire un mix ideale. Basta lasciare che il bimbo beva quando e quanto vuole. In estate, ad esempio, quando ha più sete per il caldo, berrà solo il primo latte. Parlando invece di semplice management dell’allattamento, viene consigliata questa semplice pratica: quando il bimbo ha svuotato un seno e si stacca da solo, offri il secondo. Soprattutto all’inizio, quando ancora non sai quanto mangia: se da una sola parte o da due. Se accetta il secondo lato e beve soltanto un pochino, ricordati di riattaccarlo da quello stesso lato alla prossima poppata. Serve a fare in modo che entrambi i seni siano ogni volta ben svuotati.

Se senti il seno particolarmente gonfio e il tuo bambino fa una cacca esplosiva, schiumosa e verdognola, con gas, gonfiore addominale o reflusso, allora si potrebbe trattare di squilibrio tra primo e secondo latte. Nella maggior parte dei casi, questo significa che il tuo bambino si nutre soprattutto di primo latte ed è pieno prima di arrivare a quel secondo latte. Per fortuna, il trattamento è innocuo e semplice. Chiedi ad un’ostetrica o un consulente per l’allattamento IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant) di mostrarti una o due strategie di attacco del bimbo, per risolvere la questione velocemente.

 

un attacco scorretto del bambino significa dover smettere con l’allattamento al seno

Se tu e il tuo bimbo siete (solo) alle prese con un attacco inefficace e doloroso (pag. 109-112), ti esorto a cercare l’aiuto di un’ostetrica o un consulente per l’allattamento IBCLC. Una nota sui consulenti per l’allattamento: alcuni sono incredibili e alcuni non lo sono. Se il primo non fornisce il supporto necessario, provatene un altro. Ne vale la pena. Inoltre è possibile trovare un aiuto significativo in un gruppo di sostegno all’allattamento al seno. Molti sono anche gratuiti o a basso costo.

Cause comuni di (seri) problemi di attacco sono il frenulo linguale o labiale corto e il solco mediano (lingua a cravatta), che possono essere diagnosticati da un IBCLC. Il frenulo linguale corto limita la mobilità della lingua, che svolge un ruolo importante nell’allattamento. L’attacco infatti è creato dalla lingua su cui appoggia l’areola, non dal labbro inferiore, come si tende a credere. Il frenulo labiale impedisce alla bocca di aprirsi molto e quindi preclude un buon attacco. In questi casi il dentista pediatrico o l’otorino possono intervenire con un piccolissimo intervento chirurgico (bisturi o laser), per risolvere il problema. I benefici per il piccolo sono incommensurabili!

 

…to be continued.

 

*Può verificarsi quando un bambino non si attacca adeguatamente. Può perciò succhiare troppo spesso o troppo a lungo e stimolare esageratamente il seno, così che la produzione di latte aumenta. Anche quando la madre stacca il bambino da un seno prima che sia stato svuotato e lo fa succhiare dall’altro, si può verificare un’iper-produzione. In questi casi il bambino prende troppo primo latte e non abbastanza ultimo latte. Il piccolo può evacuare feci verdastre e aumentare poco di peso oppure può crescere bene, ma piange e vuole succhiare spesso. Da parte sua la madre, anche se ha molto latte, può pensare che ne arrivi poco e di non riuscire a soddisfare il bambino.

tetta a posto del ciuccio o viceversa? SECONDA PARTE

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