Babbo e Bimbo Mammal, Germania, Dicembre 2013


…i cliché che preferisco.

 

lasciar piangere i bambini un po’ durante la notte non influisce sull’allattamento al seno

Le tecniche per far dormire i neonati o i bimbi molto piccoli durante la notte – soprattutto quelle implementate in Nord-America – sono pericolose. Punto. C’è urgenza che i genitori capiscano questo fatto: il risveglio notturno frequente durante la notte non è un problema comportamentale, è un BISOGNO FISICO. Non si può insegnare al bambino ad avere un’età più avanzata. A un mese di vita, lo stomaco del bambino è piccolo ancora come un uovo. Ciò significa che il bambino non riesce a ingerire una quantità sufficiente per trascorrere tutta la notte o comunque diverse ore senza svegliarsi per poppare. Quindi, se stai implementando qualsiasi forma di “sleep-training”, sappi che stai costringendo il bambino alla fame, per un periodo troppo lungo di tempo, che può avere conseguenze significative sulla sua salute per mancata alimentazione. Questo può causare anche un ritardo nella crescita. Far piangere il neonato o il bambino danneggia anche la base di fiducia (cioè la comunicazione che produce risposta) tra la mamma e il suo piccolo. Questo legame è essenziale anche per la reciprocità del meccanismo domanda-offerta, che caratterizza l’allattamento al seno. Oltre agli effetti negativi sulla comunicazione, la fiducia, la salute psico-fisica del bambino, si può compromettere seriamente la produzione di latte: durante la notte si hanno i picchi più alti di prolattina e quindi di produzione di latte materno. Saltare l’allattamento notturno, significa ridurre drasticamente anche la quantità complessiva di latte prodotto per nutrire il tuo bambino. La prolattina entra infatti in circolo DOPO la poppata, per produrre il latte della poppata SUCCESSIVA.

 

non puoi allattare se hai avuto un intervento di aumento del seno

È possibile allattare anche con protesi mammarie o dopo una riduzione del seno (pag. 8-10). Tutto dipende dalla tua particolare situazione. Parlane in tempo con personale medico, ovviamente dopo esserti accertata che abbia le conoscenze necessarie per offrire consulenza e assistenza sull’allattamento. Il consulente per l’allattamento (IBCLC) è il miglior punto di riferimento.

 

se la mamma allatta, al babbo è preclusa la possibilità di instaurare un legame altrettanto profondo con il bambino

Ci sono tanti modi in cui il babbo può legarsi al suo bambino: babywearing, pelle-a-pelle, massaggio infantile, cantare e ballare con bambino, rispondere con sensibilità e in modo coerente ai segnali del bambino, fare il bagno con lui. Per cui, affermare che un babbo non può avere un forte legame con il suo bambino allattato al seno è completamente falso. Babbo Mammal non ha mai dato il latte ai nostri piccoli e Bimbi Mammal sono molto affezionati al babbo. Babbo Mammal non è una mamma, è un padre. Non ha né latte né seni morbidi. Babbo Mammal ama correre veloce e saltare, la sua voce ha il ronzio del motore di un’auto sportiva e dopo cena ci piace giocare a fare i mostri per tutta la casa.

L’allattamento al seno è uno tra la miriade di modi per legare con un bambino, a cui il babbo ha accesso completo.

 

l’allattamento al seno è complicato

Come sottolineano OMS e UNICEF in vari documenti nati dalla loro collaborazione, l’allattamento è un comportamento appreso, per quanto anche naturale e spontaneo. Non si può sottovalutare l’impegno e il supporto necessario per allattare con successo e non ci si può scoraggiare di fronte alla percezione di un certo livello di difficoltà. Informati e utilizza le risorse disponibili sia alla futura- che alla neo-mamma. Aggiungi la giusta dose di fiducia in te stessa. Come pensi ce l’abbia fatta la nostra specie a sopravvivere prima degli anni settanta? Prendi questo impegno dentro di te e con il tuo bambino e portalo avanti, pronta a superare le avversità che potrebbero presentarsi. Chiedi sempre aiuto alla tua ostetrica di fiducia.

Nonostante tutti gli ostacoli, per me e per lui, ho allattato il mio primo bambino nato con taglio cesareo (pag. 37), fin dalla prima mezz’ora dopo la nascita. È il parto più medicalizzato che ci sia. Provavo dolore, per via del primo attacco non ottimale, avevo seni gonfi (pag. 63-64) e capezzoli sanguinanti (pag. 30-31). Questo per le prime due settimane. Quel prodotto, là fuori, nei banchi del supermercato, era allettante. Io ero una mamma ancora disinformata. Babbo Mammal – che è il mio eroe – e la nostra ostetrica mi hanno sostenuto, sia emotivamente che nella pratica. Sì, anche Babbo Mammal ci ha messo le mani per aiutarmi. Dopo un paio di settimane di dedizione, nell’intimità delle mura di casa e permettendo massimo una visita a settimana, il mio corpo si era perfettamente regolato. Da allora godiamo di tre anni di allattamento al seno, senza alcuno sforzo e totalmente gratificante.

 

se ti viene la mastite, devi smettere di allattare e prendere antibiotici

Assolutamente NO (pag. 15-16 e 27). La mastite è un’infezione del tessuto mammario che si traduce in dolore al seno, gonfiore, calore e arrossamento della pelle sopra la parte dolente. Si potrebbero anche presentare febbre e brividi. La cosa migliore in assoluto che si può fare per la mastite – che io ho avuto minimo tre volte -, è allattare, allattare, allattare! Pensa ad un fiume che scorre attraverso i tuoi canali, svuota la mammella dalla mastite. Se non sei una super-timida come me, stai completamente in topless in casa, per evitare qualsiasi vincolo e aumentare la ventilazione intorno al seno e al capezzolo. Altre cose utili sono docce calde e massaggi al il seno. Dopo aver allattato un impacco fresco dà molto sollievo. Tanti mariti saranno particolarmente gioiosi di avere per casa una moglie che ha bisogno di coprirsi poco, fare la doccia spesso e ricevere massaggi. A parte questo, mangia aglio, assumi vitamina C in modo naturale, bevi tonnellate di acqua e riposati il più possibile con il tuo bambino tra le tue braccia o accanto a te. È la migliore medicina. Se il dolore non fosse sopportabile, passa una settimana e non stai migliorando, allora puoi iniziare a cercare una prescrizione di antibiotici da un medico.

 

se si desidera una gravidanza, è necessario smettere di allattare al seno

È vero che uno dei fantastici vantaggi dell’allattamento è che può agire come anticoncezionale naturale. Se il tuo obiettivo è tornare ad essere fertile, puoi incoraggiare il ritorno dell’ovulazione diminuendo un pochino la frequenza delle poppate (pag. 18). Puoi offrire meno il seno, pur sempre rispettando la richiesta diretta del tuo bambino. Tuttavia, è una cosa completamente diversa dallo svezzamento completo e improvviso. Se lo desideri, puoi anche allattare durante la gravidanza e persino allattare entrambi i bambini (tandem nursing). Mi rendo conto del fatto che sia un tema un po’ anticonformista rispetto al mainstream genitoriale, quindi non mi dilungherò. Chi ha dimestichezza con l’inglese può approfondire sul sito Kellymom.com (IBCLC), ricco di informazioni attendibili, con base scientifica.

 

il seno non può essere usato come ciuccio umano

Questo è il mio cliché preferito. Diciamo veramente o scherziamo? Pensiamoci seriamente per un minuto. Il ciuccio non è altro che un capezzolo finto…di gomma, caucciù o silicone. Il ciuccio si è diffuso così vastamente in tutto il mondo – o quasi –, poiché il bisogno di suzione del bambino è uno dei più importanti riflessi nel neonato. Questo istinto gli garantisce la possibilità di alimentarsi, quindi la sua sopravvivenza e la sua crescita. La suzione tranquillizza e conforta (pag. 13) il bambino. Questa sensazione di piacere è prevista dalla natura per la propagazione della nostra specie: se succhiare fosse spiacevole o doloroso, il bambino non potrebbe alimentarsi e non sopravvivrebbe. Vogliamo porre dei limiti a questo istinto così importante? Perché negare al nostro piccolo di stare più a lungo tra le nostre braccia, godere del tepore del nostro corpo, gioire dell’interazione dei nostri sguardi? Il seno morbido della mamma e l’odore inconfondibile della sua pelle infondono al bambino grande sicurezza. Non sarebbe più facile per tutti se ci lasciassimo abbandonare nella profondità di questo amore? Quanto tempo mai impiegheremmo? E quanto mai durerà questa fase della nostra vita? Per il bimbo piccolo, la mamma è tutto ciò che conta al mondo, ogni paura svanisce. Tutto ciò che gli succede intorno non ha più importanza. Sei il posto più sicuro che lui conosca. Non sono mai riuscita ad afferrare quale male si nasconderebbe dietro questo scambio RECIPROCO di affetto.

Quando neghi al bambino il tuo seno, perché percepisci che ciò che cerca ora è comfort, non gli stai negando solo pace e sicurezza, stai impedendo anche un altro dei benefici complessivi per l’allattamento. Infatti, la suzione permette al seno di produrre la quantità di latte ottimale. L’ostetrica o il consulente per l’allattamento IBCLC possono spiegarti che dare il ciuccio al bambino allattato (pag. 30) compromette l’attacco del bambino e porta a non accorgersi dei suoi segnali di fame. Questo influenzerebbe in maniera negativa il meccanismo naturale di domanda-offerta, che è uno dei principi fondamentali per il funzionamento dell’allattamento al seno.

Il ciuccio è un oggetto inventato per soddisfare il bisogno primario di suzione, che ha ogni bambino, quando questi non può accedere al seno materno. Cioè, serve al bambino allattato con latte artificiale, che colma la sua pancia ma non il suo bisogno di conforto.

Per finire, come mamma di due bambini e attenta osservatrice del mondo circostante, ti assicuro che il bambino allattato al seno a richiesta sta complessivamente meno tempo al seno di quanto un bimbo allattato artificialmente tenga il ciuccio. Il primo bambino acquisisce nel corso dei mesi e degli anni grande sicurezza di sé, per cui ha bisogno di brevi momenti per consolarsi al seno dalle avversità della vita. Quando sta bene, si stacca da solo per un nuovo slancio, nel mondo da esplorare o in quello dei sogni!

 

…to be continued.

tetta a posto del ciuccio o viceversa? TERZA PARTE

2 pensieri su “tetta a posto del ciuccio o viceversa? TERZA PARTE

  • marzo 16, 2017 alle 22:57
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    Adoro le tue risposte ai cliché!!per quello che so io a proposito del dare o meno il ciuccio,lo si puo dare quando il bambino ha compiuto il mese di vita perché l’allattamento é dato come acquisito in termini di capacità di attaccarsi al seno del bambino e della capacità della madre di riconoscere i tempi del proprio bambino. La consideri un’informazione scorretta?

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    • marzo 19, 2017 alle 13:02
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      Grazie per il tuo feedback, ogni input è interessante e permette di approfondire un tema 🙂
      Quando la mamma è assente, ad esempio deve ritornare a lavoro, il ciuccio può aiutare il bambino. Va evitato durante le prime settimane, o meglio finché l’allattamento non si è perfettamente avviato. Allattamento avviato vuol dire: l’attacco è ottimo, il bambino svuota un seno o entrambi i seni in tempi buoni (dai 5 ai 15 minuti per seno – ma se vuole può stare anche un po’ più tempo a cullarsi), il seno non è più ingorgato, i capezzoli non sono doloranti, il bambino cresce bene e fa la pipì diverse volte durante il giorno, eccetera. L’uso del ciuccio può interferire con l’acquisizione della corretta modalità di suzione al seno (è più simile a quella della tettarella del biberon) e può spingere il bambino ad attaccarsi di meno e male alla mammella, con conseguente fastidio per la mamma, riduzione della produzione di latte e della durata dell’allattamento.
      A presto!

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