Famiglia Mammal vive in India da poco meno di due anni e viene dalla Germania. Ci trasferimmo lì nell’estate del 2007. Quando sono nati Bimbo Mammal e Bimba Mammal, eravamo in Germania. Entrambe le volte ho usufruito del super servizio gratuito dell’ostetrica in casa. Si prende cura del post-parto della mamma, del bebè e fornisce supporto prezioso per l’allattamento. Prima di tutto ci fece rispedire indietro un paio di oggetti inutili e cambiare un paio d’altri. Lo shopping online è fortissimo per questa flessibilità. Un po’ per le cose che siamo abituati a vedere in giro, un po’ per il mercato che ci propone mille cose inutili, alla fine non si sa quanti soldi sprechiamo. Il danno peggiore lo facciamo ai nostri bimbi, costringendoli a stare in gabbiette o sedili dannosi per il corretto sviluppo psicomotorio.

C’è un’abitudine tutta italiana poi, di far dormire il bebè nella carrozzina anche in casa, regolarmente. Ricordo i miei parenti, che lo facevano decine di anni fa, e vedo amiche rifarlo ancora oggi. Non ci giro tanto intorno. Questa cosa non si può vedere più. Ho riletto un po’ le informazioni nel sito tedesco del Centro Federale per l’Educazione Sanitaria (BZgA). Da qui, l’ospedale baby-friendly (amico del bambino), in cui ho partorito i miei figli, trae il materiale informativo per le neo-mamme. La carrozzina è fatta per trasportare il bebè da zero a massimo sei mesi, quando è fuori casa. In questo periodo, quando il piccolo sta disteso, la colonna vertebrale deve stare piana. I materiali che la costituiscono sono studiati e realizzati per stare all’aperto e riparare il bambino dalle intemperie. I genitori non dovrebbero utilizzarla per far dormire regolarmente il bambino durante il giorno, perché la ventilazione dei materiali non è adeguata, data la diversa funzione del prodotto. Alla mamma piace farlo dormire in carrozzina, perché la può spostare da un posto all’altro facilmente. Attenzione però! Lasciamo perdere il fatto che non sia igienico avere le ruote sul pavimento di casa. Uno dei più grandi svantaggi è che il bambino che si abitua a dormire nella carrozzina spesso non riesce più a dormire tranquillo nella sua culla, per l’assenza del movimento oscillatorio. Il movimento lo calma e lo fa addormentare velocemente, perché rievoca il dondolare che ha avvertito nella pancia della mamma per tanti mesi. Per questo, consiglio tantissimo di portare il bebè nella fascia, quando si va a fare una passeggiata o una piccola spesa. Quando i Bimbi Mammal avevano un paio di mesi, spesso la sera intorno alle sei o giù di lì iniziavano a strillare come pazzi. Ci facevano tanta pena perché il seno non li calmava, così era chiaro che qualcosa gli/le stesse facendo male. L’ostetrica che seguì Bimbo Mammal mi consigliò al telefono di metterlo dentro la fascia e camminare per casa, magari approfittando per fare qualche lavoretto in movimento. Un miracolo! Allo stesso tempo, un bimbo tranquillo e appisolato e le mie mani libere di andare avanti, in qualsiasi cosa stessi facendo prima. Lo stretto contatto che produce calore e la posizione verticale, nonché la vicinanza con il corpo della mamma o del babbo, sono di grandissimo aiuto in caso di coliche. La fascia ci ha aiutato e ci piace tanto, al punto che Bimba Mammal non è stata quasi mai in carrozzina. Era così piacevole averla su di me, in giro per la città. Poteva dormire o guardarsi intorno tranquilla e beata, abbracciata a me tutto il tempo. L’utilizzo della fascia è anche indicato perché il neonato sperimenta una postura semi-sdraiata o verticale, in entrambi i casi raccolta, a contatto con il genitore, in cui la forza di gravità non agisce schiacciandolo sul piano, come nella carrozzina e nell’ovetto. La mia preferita – ne ho provate diverse – è di Medela, 100% cotone certificato Oeko-Tex®Standard 100. In qualche modo, questo non influiva neanche sul suo sonno pomeridiano nella culla. Credo sia dovuto al fatto che le posizioni e le situazioni – fascia o culla – sono completamente diverse. Il bambino abituato a dormire sempre in carrozzina, intendo anche durante i sonnellini del giorno, ha difficoltà a dormire nella culla perché la posizione è identica e viene a mancare solo il movimento. Così, dormire nella culla, che a me torna utile per i sonnellini di Bimba Mammal quando io non sono a letto, può diventare un problema. Per il resto, sono una forte sostenitrice del sonno* condiviso: nel rispetto delle misure di sicurezza, dormire con il proprio bebè favorisce il bonding (attaccamento), l’allattamento e protegge quindi dalla morte in culla. A proposito di SIDS e latte materno, secondo uno studio tedesco, l’allattamento ridurrebbe addirittura del 50% il rischio di morte in culla, ad ogni età dell’infanzia. Per chi volesse approfondire, l’UNICEF propone un’interessante raccolta di informazioni sul tema (in Inglese).

Il mercato italiano ovviamente ha captato subito questa abitudine tutta nazionale di far dormire i bambini nella carrozzina. Così, per ovviare alla mancanza di igiene – ecco perché dicevo di trascurare un attimo questo elemento –, ha introdotto il supporto di ferro adattabile al trio carrozzina-ovetto-passeggino. Così possono stare in casa senza sporcare. Mi chiedo cosa ci faccia il trio dentro casa. Da tempo non sentivo parlare di un oggetto così inutile. Il trio è fatto per trasportare il bambino fuori casa. Se non hai un ingresso o delle scale dove parcheggiarlo, lo metterai pure in casa, ma senza la base con le ruote. La puoi lasciare dove tieni la macchina o la bici (o sai tu quali altre cose). Cosa ci fai con un supporto di ferro? Volevi tenere il bambino nell’ovetto in casa? Se questa era l’intenzione, ricorda che:

  • il bebè può stare nell’ovetto per il minor tempo possibile, perché questo sottrae il bambino ad adeguati stimoli psicomotori;
  • a tre, quattro mesi, il bebè inizia a girarsi con movimenti pericolosissimi, se fatti su una superficie non piana e/o elevata dal pavimento.

Allora, vuoi comprare un oggetto che userete solo per tre mesi al massimo? Sapendo che stai facendo una scelta posturo-cinetica sbagliata per il tuo bebè?

Resta dunque aperta una domanda: dove lo metto questo bimbo? Durante le prime settimane di vita il bambino sta molto nella culla e/o nel letto familiare con mamma, nel rispetto di alcune misure di sicurezza. Prende il latte tra le braccia della mamma (magari anche quelle del babbo, quando vuoi usare un tiralatte), fa passeggiate fuori casa nella fascia o in carrozzina, esplora la casa in braccio ai grandi, fa il bagnetto, si fa massaggiare e mettere il pannolino sul materassino che usi per la sua toilette quotidiana, sta un po’ a pancia in sotto su un tappetino o un materassino da ginnastica (è preferibile, perché non gli scivola via quando inizia a muoversi). Così esercita la muscolatura del collo e della schiena. Quando è sveglio, ma stanco di stare a terra a pancia in sotto (è una gran bella ginnastica per lui) e tu devi fare qualcosa di urgente (come preparare la cena, perché stai morendo di fame e sei solo/a), mettilo in una sdraietta ergonomica e ben traspirante. La nostra era 100% scandinava, dalla seduta morbida e che dondola senza batterie. Ce l’hanno copiata tutti gli amici e i passanti in vacanza. Sdraia e materassino sono tutto ciò che ti serve in casa anche nei mesi a venire. Per favore (del bimbo) non comprare gabbie, lascialo libero di muoversi ed esplorare, man mano che aumentano le sue capacità psicomotorie, settimana per settimana. Non intervenire troppo, mantieni contatto visivo e fisico, se te lo chiede. Altrimenti rischi di compromettere la sua confidenza e la naturalità dei suoi movimenti.

Le uniche due cose che introdurrai, quando sarà più grandicello, sono la sedia alta in legno per bambini – famiglia Mammal non sopporta tutto quel plasticume anni novanta – e il lettino.

È bello stare a tavola tutti insieme. Comunque, per chi ha più di un bimbo piccolo in casa, consiglio un tavolino con piccole sedie di legno, come quelli che vedi nel nido d’infanzia. Noi ce li siamo fatti da soli. Quando ha finito di mangiare (non ha più fame) si può spostare dalla tavola da solo, senza rischiare di cadere giù. I bambini seguono il loro appetito e hanno la capacità di auto-regolare l’assunzione di cibo. Non forzarli a stare a tavola è molto sano. Chi ha già avuto un bimbo piccolo, capisce al volo tutto l’insieme di cose che intendo. Ad ogni modo, anche la sedia alta per stare a tavola con i grandi si introduce SOLO quando il bambino sa mettersi seduto da solo. Che è una cosa molto diversa dal bambino che viene messo seduto dai grandi e ci resta. Oggi queste cose si sanno, ma c’è ancora chi lo fa per lieve incoscienza. Se il bimbo non sa sedersi autonomamente, vuol dire che i muscoli della schiena e del collo non sono sufficientemente robusti, per poter sostenere il peso della testa e per poter iniziare a controllare i movimenti della colonna vertebrale. Un modo per incoraggiare il piccolo, potrebbe essere quello di avvicinargli oggetti per lui interessanti come giochini luminosi o sonori, in posizione tale da stimolare il movimento della schiena verso la posizione eretta. Ad esempio, gli oggetti potrebbero essere collocati su un piccolo rialzo, posto nelle sue vicinanze. Evita che altre persone intorno al bambino provino a metterlo seduto, quando non sa ancora farlo da sé.

Il lettino misura circa 60 x 120 cm e viene comunemente, ma erroneamente, chiamato culla. La culla infatti misura intorno ai 36 x 72 cm e si usa solo da zero a massimo sei mesi, perché poi il bambino non ci entra più. Un lettino è troppo ampio per i primissimi mesi e potrebbe farlo sentire a disagio. Viene introdotto quando il piccolo diventa troppo alto per la culla. La nostra ci è stata regalata dai miei colleghi di lavoro. Era il vero pezzo forte della casa, sia in termini di utilità che di design. In Germania, tutti i prodotti vengono testati accuratamente e i risultati sono pubblicati in un apposito giornale, reperibile anche online. È della stessa marca della sdraietta, ha un morbido dondolio a molla, è facile da spostare in casa, le sponde sono basse per controllare sempre il bambino – anche quando la culla è vicino al letto -, è in mesh traspirante, per favorire la circolazione dell’aria, con materasso morbido e comodo. Insomma, è l’ideale per neonati e fino a sei mesi (max 8 kg di peso). Se preferisci prendere culla e lettino usati, compra un materasso nuovo, per minimizzare il rischio di morte in culla (SIDS). Tra i fattori ambientali sono infatti indicate sostanze ignifughe presenti nel materasso, che combinandosi con il sudore e/o per azione del calore, formerebbero composti con tossicità diretta o in grado di favorire la crescita di funghi produttori di gas ad azione anti-colinergica. Il secondo maggiore fattore di rischio sembra essere l’ispirazione dei gas emessi. Per lo stesso motivo, assicurati che il copri-materasso sia in cotone lavabile a 90°: i copri-materassi impermeabili rientrano negli elementi che favoriscono l’asfissia.

Noi abbiamo sempre viaggiato molto, per cui ci siamo fatti regalare un lettino da viaggio ripiegabile, della stessa ditta scandinava che citavo prima. È in mesh traspirante – non posso vedere più tutti quei materiali duri – per favorire la circolazione dell’aria e controllare sempre il bambino. Se io non vado a dormire con lei, Bimba Mammal fa tutti i pisolini quotidiani lì dentro, così è già abituata prima del viaggio.

Se vuoi risparmiare sulla culla, dato che è un oggetto utilizzabile solo nei primissimi mesi, hai due opzioni: la prima è comprare una cesta in vimini naturali, delle dimensioni simili a quelle delle famose culle Mosè, e metterci dentro un materassino da culla nuovo; la seconda opzione che hai è comprare un materasso per lettino di alta qualità e anallergico, da appoggiare a terra o su delle doghe bassissime artigianali o su un tappeto pulito. Lo puoi arginare con cuscini a ciambella o normali, così lo spazio per dormire è raccolto e confortevole. In più, il bimbo non rotolerà fuori dal materasso, quando è più grandicello. La cosa importante è che il bimbo non dorma da solo in una cameretta, con la porta chiusa. Se il materassino sta in una stanza e tu sei in casa a fare altre cose, lascia la porta aperta tutto il tempo e vai a controllare di tanto in tanto che respiri bene. Questa cosa la dovrai fare in ogni caso, qualsiasi sia la superficie su cui sta dormendo. Mettilo sempre a dormire a pancia in su. I consigli sul sonno condiviso con mamma e babbo seguiranno in un altro post su questo tema.

Le case di oggi sono strapiene di U.F.O.. Molti oggetti sono inutili e mangia soldi. Altri sono addirittura dannosi. Come quell’attrezzo in cui si infilano i bambini per sorreggerli durante i primi passi.  Amici e parenti regalano un sacco di cose, quando hai il primo bambino. Fa in modo che ti comprino solo cose scelte da te e dal tuo partner. Informatevi il più possibile sulla sicurezza dei materiali e dell’oggetto in questione.

Concludo – con piena enfasi – pregandoti, per il bene del tuo bebè, di NON comprare o farti comprare CIUCCIO, BIBERON, STERILIZZATORE! Non puoi sapere prima dell’arrivo del bebè se questi oggetti vi serviranno. Molti bimbi, ad esempio, non utilizzano il ciuccio oppure ne gradiscono solo un particolare tipo. Il mercato ci fornisce ciucci in silicone, caucciù, a goccia, a fasce d’età e ci sono anche quelli venduti in gioielleria e costellati di Swarovski. Nel caso in cui vi occorresse proprio il biberon perché il bambino non viene allattato al seno, allora potete ricorrere ai biberon, ma per sterilizzarli basta bollirli nell’acqua.

È anche una questione di impostazione mentale. Allattare è il dono più grande che puoi fare al tuo piccolo. È il segreto della sua salute e della sua felicità. Ne trarrà benefici incommensurabili per tutta la vita. Se ti interessa approfondire, sono benefici di cui la letteratura scientifica è strapiena. Pensa positivo, ce la farai. Come per tutte le cose, imparerai a farlo se hai fiducia in te stessa. Non avere paura, non ascoltare quello che dice la gente. Scaccia l’ansia e dai a te stessa e al tuo piccolo il tempo necessario per conoscervi e provare con calma, ma con tenacia.

Non dimenticare mai che l’unica cosa di cui il neonato ha davvero bisogno è il contatto fisico e visivo con la sua mamma e il suo babbo.

*(Se ti interessa una visuale sintetica sul tema del sonno, ti consiglio la mini-guida in Inglese dell’UNICEF, CARING FOR YOUR BABY AT NIGHT. Per una comprensione più approfondita ti raccomando i fogli ISIS sul sonno infantile, tradotti in Italiano dal MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano.)

Letto realizzato da Babbo e Mamma Mammal, India, Dicembre 2016
U.F.O. in casa

2 pensieri su “U.F.O. in casa

  • marzo 25, 2017 alle 06:50
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    I’m not sure exactly why but this website is loading very slow
    for me. Is anyone else having this issue or is it a issue
    on my end? I’ll check back later on and see if the problem still exists.

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    • marzo 26, 2017 alle 21:33
      Permalink

      Hi! Thanks for checking out this blog. The server is in EU, if you access from outside it might be slower.

      Rispondi

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